Chi sono

Napoletana verace, ma monzese acquisita. Il mondo, solitamente, mi chiama Fabrizia, ma io preferisco farmi chiamare Fabri…è meno impegnativo. Sono una cinema-dipendente prolissa e anche parecchio incazzosa. Amo i film che hanno storie da raccontare, le colonne sonore e scrivere. Scrivere di cinema, soprattutto.

Ho avuto la fortuna di studiare cinema per cinque anni (una laurea in Storia e Critica del Cinema e una laurea in Filmologia…no, non sto a menarmela!), ma soprattutto ho imparato a sventrarlo ed eviscerarlo con la minuzia di un medico legale. Fotogrammi, piani-sequenza, piano americano, campo lungo, la donna ragno, Neorealismo, Godard, Il tema degli animali in Kubrick, L’avventura e l’esperimento di Kulesov: questa è un po’ di quella grammatica che ho acquisito in quegli anni, probabilmente i più intensi della mia vita.

Il cinema è stato da sempre il mio prozac. Sin da quando ero piccola, è stata la cura contro le mie paure, la noia, gli amici stronzi, le incertezze, le scelte esistenziali, eccetera, eccetera, eccetera. Ogni film ha al suo fianco un valore, una storia, un background, un significato. Sono sempre stata convinta che l’interpretazione di un film dipenda molto da uno stato mentale: non vi è mai capitato di provare sensazioni completamente opposte, guardando lo stesso film più di una volta?

…ed è soprattutto per questo che ho scelto di dare alla luce A 24 fotogrammi.
Raccontiamoci un film.
O, se vi va, ve lo racconto io.

Le presentazioni non sono il mio forte, avrete intuito.
Scoprite chi sono pagina dopo pagina.

Forse è meglio.

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